segunda-feira, 22 de julho de 2013

EUROPA 2013



Ancora non so in che lingua scrivere. Va bene,  scriverò in due, l’italiano e il  portoghese.

Siamo partiti (no in macchina a vapore, nemmeno per 36 giorni ahahah ma sembrava essere).

Siamo arrivati a Parigi con una valigia senza un pezzo ma eravamo là.
La cosa che aspettavo di vedere a Parigi era ... no, non era Il Louvre nè la Torre Eiffel. Era Tiago che ci aspettava all’aeroporto. Stanco d’aspettarci, bello e biondo come sempre e in salute.
È stato come se ci avessimo visti  nella settimana scorsa a quel giorno. Così sono i legami fra amici.

Itália: Milano(ah! – questo fu il suono che ho ascoltato quando Joelso ha visto il Duomo) e dopo Padova. Camminare per le vie di Padova, anche se dietro a me “veniva” anche una valigia, è stato un ricordo speciale del nostro Gemellaggio.
Arrivare al Prato della Valle, dopo  al Santo e là ritrovare un caro amico. Quando mi vede, mi abbraccia e dice “Che piacere rivederla”.

Rovolon: direi che questo viaggio si basa 50% in questo.
La mia città in Italia, la mia gente. Come vorrei che le nostre mani non si slegassero mai... “saudades”.
Passeggiate per varie città, vedere castelli, rivedere amici cari, notte bianca, il Bucaneve che adesso porto “in me”, vecchi amici e nuovi amici.
Lasciarli sapendo che non vedrò a tutti con la brevità che vedrò i miei in Brasile mi ha lasciato senza un pezzo. Il pezzo che ho piantato là, vicino alle mura del Bucaneve.

Firenze: Conoscere questa città mi ha fatto scoprire una nuova Itália. Esiste  in questa città qualcosa di vicino, di casa. La simpatia del popolo è  vera e ti offrono una mano come  fratelli e Il  Davi “ é lindo”.

Roma: Posso dire che ho vissuto come una romana per 15 giorni. Prendere la metro, passeggiare per quelle vie che hanno storie di arte, di guerre, di persone che vorrei conoscere. Fare la spesa, perdermi nelle vie e scoprire così posticini belli e comprare il prociutto in un posto che mai dimenticherò. 

La scuola: Arrivare in ritardo nel primo giorno perché non ho trovato la via ha fatto il ragazzo che mi ascoltava al telefono ridere molto.
Entro nella stanza, dove ho trovato tutta l’Europa e anche un po’ di più, e trovo l’insegnante. Lei ci chiama "colleghi" e ci lascia presto darle del tu. Lei fa la misura delle parole, parla con calma e recita delle poesie, canta Volare. Ogni giorno mi lascia più felice di essere lì. La grammatica dei tempi al passato non è più un peso.

Arriva un’altra insegnante. Questa dice che si sveglierá davvero dopo le nove, io dico lo stesso e rido. Ci presenta la pubblicità italiana come chi presenta uno spettacolo e trova in questo un modo diverso di insegnare l’italiano, anzi, ci fa trovare.

Tutte e due scrivono libri. I libri che, a volte,  usiamo per insegnare. Mi sento piccola seduta lì e sento che mi manca molto per essere un’insegnante, ma anche sento che, almeno, sto facendo la strada per essere una.

Altro insegnante, questo ci mette dentro un film. Un film con “La Loren”. Scopriamo quanto esiste della vita di ogni giorno in un film, quanto possiamo fare vedere ai nostri cari studenti.

Germania: Trovo la mia “Cara amica” salutandola con un sonoro “ich liebe dich” come sempre abbiamo fatto. Lei ci riceve con un pic nic  e mangiamo pane e pretzel.
Dopo seguiamo per il Castelo  Neuschwanstein, dove la vera Sissi vissi e Cenerentola dovrebbe aver vissuto.
È da perdere l’aria...
Germania è stata una bella sorpresa perchè io ho pensato di visitare una amica e questo mi bastava, ma lei mi ha presentato “il Lago di Costanza”, mi raccontò cose che per lei sono normali ma che io solo conoscevo nelle storie che leggevo da piccola: I Fratelli Grimm(grazie Guido), la Foresta Nera, Sissi...storie della Germania.
*Quando Angélica nos convida para ver o desfile de fim de semestre escolar, pensávamos que fosse algo comum. Chegando lá ouvimos a primeira Fanfarra, mas quando vimos é que o queixo caiu. Depois desta vieram mais ou menos oito, inclusive uma Escocesa. Deixou no chinelo tudo que já vi em termos de desfile escolar. (scusate, ma questo ho pensato in portoghese)

Passeggiamo per molti posti, abbiamo visto molte città, paesi...ma Angelica è la cosa che ci allegra più. Suo modo di vedere le cose e di essere fiera di questo, suo amore per un italiano Bellunese e per “i so fioi”. Angelica è come il rosmarino: va bene con tutto, e lascia una traccia dove passa, un ricordo buono.

Rio Grande do Sul:
- Di dove sei Angela? Sono di COTIPORÃ.
- E dove è questo posto?
- Rio Grande do Sul/Brasile- exatamente nesta ordem por favor.

Quando dico che parliamo ancora dialetto veneto, quello antico che adesso non si parla piú in Italia, le persone pensano che sono pazza. Dopo dico che vorrei comprare un piumino (casaco de penas) perchè fa freddo dove abito. - Ma dove abiti? In Brasile – ridono molto e allora spiego che “esiste” una parte del Brasile dove fa freddo e anche, a volte, nevica. Loro dicono:-  Ah! ( questo vuol dire che non credono, ma adesso sono 5 gradi e nevica in alcune cittá di questo sud).

Abito em Cotiporã, na Serra Gaúcha, sono professora de italiano e ne sono fiera.

Joelso:Mio amico e compagno di viaggio, prima volta in Europa. Abbiamo vissuto di un tutto, ma tutto próprio ah! Ti avevo detto que questo viaggio viene a dividere le acque come ha fatto Mosè, quello dei corni che abbiamo visitato in  San Pietro in Vincoli ahahahah(e eu nem acendi uma vela lá kkkkkkkkkk).

Torno a casa e ritrovo tutto bene con i miei e ringrazio una volta in più di essere a casa...anche se fanno 9 gradi e io sono venuta di un posto dove erano 34. Va bene così...

Torno a Cotiporã...sento tanto che le cose che ho visto e vissuto non possono essere impiegate qui.
La cultura non si insegna per le finestre chiuse.


Angela Scarton Taffarel